Cari connazionali,
oggi è un anniversario molto speciale: festeggiamo gli 80 anni della Repubblica italiana.
Se guardiamo indietro, non possiamo che essere orgogliosi del percorso di crescita e consolidamento democratico compiuto dal nostro Paese in questi decenni, dalle rovine del dopoguerra sino ai tanti successi raccolti sino ad oggi e a quelli che verranno.
Il 2 giugno 1946 gli italiani non scelsero solo una nuova forma di Stato e i membri dell’Assemblea Costituente. Scelsero con responsabilità un futuro diverso, fatto di libertà e democrazia, di stato di diritto, uguaglianza, solidarietà e collaborazione internazionale nel senso del multilateralismo e della pace.
E lo scelsero – per la prima volta insieme – uomini e donne del nostro Paese. 21 donne entrarono a far parte dell’Assemblea Costituente. Si chiamavano Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter, Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Ricordiamo i loro nomi e rendiamo omaggio a queste pioniere che hanno cambiato per sempre l’Italia, iniziando un processo di emancipazione e parità che ha raggiunto obiettivi importanti, anche se molto resta da fare.
Da allora, nonostante inciampi e difficoltà, il Paese non si è mai fermato, è diventato una delle principali economie al mondo e il quarto esportatore globale, in grado di proiettare ovunque genio e bellezza, la vera cifra storica dell’Italia.
Nel giro di soli 11 anni da quel 1946, l’Italia si sarebbe collocata tra i Paesi fondatori della NATO e della Comunità europea, membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. La scelta di campo era compiuta e questi sarebbero rimasti i riferimenti della nostra politica estera. Anche oggi, l’Italia è attore in prima linea dell’integrazione europea ed instancabile sostenitore dell’alleanza transatlantica.
Ricordare i valori ed i principi che ispirarono le scelte fondamentali del dopoguerra non è ozioso, alla luce di un contesto internazionale sempre più caratterizzato da divisioni, fragilità, conflitti e disuguaglianze. Le risposte non potranno che venire da un’azione coordinata con i nostri partner internazionali, a partire dai membri dell’Unione Europea.
Italia e Danimarca condividono la responsabilità delle scelte importanti che ci attendono. Il rapporto di amicizia che ci lega è forte e cammina sempre di più – letteralmente – sulle gambe dei tanti italiani che qui si sono trasferiti portando competenze, impegno, lavoro, entusiasmo. Con oltre 20.000 connazionali, siamo diventati una comunità attiva e protagonista anche della società e dell’economia danese.
Questa giornata è di tutti noi: buona festa della Repubblica e viva l’Italia!