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La sede

 

La sede
ambasciata ditalia a copenaghen vista con bandiera nazionale
 

Cancelleria diplomatica
Gammel Vartov Vej 7
2900 Hellerup

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E-mail generale: info.copenaghen@esteri.it 

Posta elettronica Certificata (PEC): amb.copenaghen@cert.esteri.it

 

Cancelleria consolare
Østergade 24B, 2.th. (traversa interna dello Strøget denominata "Pistolstræde")
1100 Copenhagen K

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E-mail: consolato.copenaghen@esteri.it

 

Per verificare orari e contatti telefonici, si rimanda alla sezione “Contatti".

 

Fanno capo all’Ambasciata d’Italia in Danimarca la Cancelleria diplomatica, la Cancelleria consolare distaccata e l’Istituto Italiano di Cultura.

La Cancelleria diplomatica è situata nel quartiere di Hellerup, al nord di Copenaghen, in una Sede demaniale acquistata nel 1987. La Cancelleria consolare si trova nel centro storico della città.

La Residenza

La Residenza dell’Ambasciatore d’Italia è un edificio settecentesco situato nel centro di Copenaghen, nel quartiere di Frederickstaden, nelle immediate vicinanze del Castello di Amalienborg, dimora d’inverno della famiglia reale danese.

Le sue origini risalgono al 1750, quando Re Federico V cedette a Christian Bærentz un terreno per costruirvi la propria dimora, che fu edificata all'angolo tra Amaliegade e Fredericiagade, su disegno di Nicolai Eigtved, all'epoca massimo architetto danese, autore della contigua Reggia e di altre importanti residenze limitrofe: questo fu il primo nucleo del Palazzo odierno.

Successivamente, in esito a differenti interventi architettonici, rispettosi dell'armonia complessiva, l’immobile fu ampliato su Amaliegade e sulla stessa Fredericiagade, fino a raggiungere tra il 1907 e il 1920 la configurazione attuale.

residenza 2020

                                                                                                               (Foto: Martina Lanotte)

Nel corso dei secoli il Palazzo è stato oggetto di numerosi passaggi di proprietà e di destinazioni d’uso diverse: residenza nobiliare, abitazione aristocratica, salotto letterario e, nei locali sotterranei su strada, sede di esercizi commerciali.

Alcune importanti personalità danesi hanno abitato nel Palazzo: fra queste, la scrittrice Thomasine Heiberg Gyllembourg (1773-1856), prima donna danese scrittrice di prosa, che dal 1806 si trasferì nella casa d’angolo con il secondo marito, Carl Frederik Gyllembourg; suo figlio, Johan Ludwig Heiberg, apprezzato drammaturgo e direttore del Teatro Reale, vi abitò fino al 1812; l’industriale danese Alfred Walter Grut, nipote del magnate della finanza Andreas Nikolaj Hansen e parente della scrittrice Karen Blixen, che acquistò la casa nel 1902, eseguendovi radicali restauri per trasformarla in abitazione signorile. Nel 1908 l’immobile venne infine acquistato in blocco dal banchiere Emil Glückstadt, figlio del direttore della Landmandsbanken, primo istituto di credito danese, che alla morte del padre, nel 1910, assunse lo stesso titolo.

Glückstadt intendeva disporre di una elegante residenza di città, in grado di competere con le abitazioni dei suoi colleghi stranieri e di ospitare una adeguata vita sociale. A queste finalità rispondono le innovazioni da egli apportate negli interni dell’ala più antica: una importante sala da pranzo liberty al secondo piano, disegnata dall’Architetto Valdemar Sander; una balconata al centro della facciata su Amaliegade e, nel 1920, una prestigiosa sala da ballo, ad opera dell’Architetto Bernhard Ingemann.

Tra il 1922 e il 1923, a seguito di una serie di investimenti fallimentari e della perdita di enormi crediti in conseguenza della rivoluzione russa, Glückstadt andò in rovina e il Palazzo fu acquisito dalla Landmandsbanken, che ne divenne proprietario formale. Nel 1924 il Regno d’Italia, da tempo alla ricerca di una Sede adeguata alle funzioni di rappresentanza diplomatica, acquistò l’immobile all'asta, stabilendovi da allora la Legazione d’Italia. L'acquisizione di una Residenza di prestigio intendeva rispondere alle esigenze dei rapporti tra Italia e Danimarca e dei frequenti contatti tra le due famiglie reali, in una aspirazione di visibilità e di posizionamento nella capitale.

residenza da interno

                                                                                                               (Foto: Martina Lanotte)

Nel momento della vendita il Palazzo era pressoché vuoto e quasi nulla rimase pertanto dell’arredamento e delle collezioni d’arte del banchiere. Nella cessione furono tuttavia acquisiti dallo Stato italiano due importanti dipinti da soffitto: “Giove, Cerere, Mercurio e Saturno attorniati dai quattro elementi”, di Hendrik Krock (1671-1738) e la tela a quadrifoglio “Cerere”, attribuita al pittore norvegese Magnus Berg (1666-1739). Delle antiche dotazioni risultano ancora oggi ugualmente ben conservati un importante comò di stile francese in legno di rosa intarsiato e un grande orologio da camino.

Il Palazzo fu via via dotato di vari arredi provenienti dall’Italia, tra cui le grandi tele seicentesche di Giuseppe Recco e Gasparo Lopez, prestate dal Museo di Capodimonte, collocate in una delle sale da pranzo, nonché altri pezzi di qualità, come sei antiche specchiere veneziane collocate nella sala da ballo.

Le vicende del secondo conflitto mondiale e la situazione economica dell’immediato dopoguerra indussero profonde difficoltà nella manutenzione del Palazzo, che di fatto per alcuni decenni soffrì condizioni di decadenza e di scarsa manutenzione.

Solo dopo il 1980 furono avviati i primi significativi interventi di conservazione e di restauro. In tempi più recenti sono state adottate numerose azioni di manutenzione strutturale e di revisione degli arredi, che permettono oggi alla Sede di svolgere con pienezza il ruolo di rappresentanza diplomatica e di promozione del Sistema Paese, del design e della bellezza italiani, nella cornice di uno straordinario esempio di patrimonio architettonico demaniale nel Nord Europa.

La storia della Residenza è ripercorsa nel libro illustrato "L'Ambasciata d´Italia a Copenaghen", curato dagli storici d’arte danesi Chris Fischer e Hanne Raabyemagle.

salone verde tela da soffitto

                                                                                                                 (Foto: Martina Lanotte)


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