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La sede

 

La sede

La Sede dell'Ambasciata d'Italia a Copenaghen

cancelleria diplomatica 1  Cancelleria diplomatica
Gammel Vartov Vej 7
2900 Hellerup
Tel. +45-39626877
Fax +45-39622599
E-mail generale: info.copenaghen@esteri.it
Posta elettronica Certificata (PEC): amb.copenaghen@cert.esteri.it

 

L’Ambasciata d’Italia in Danimarca dispone di una Cancelleria diplomatica, una Cancelleria consolare distaccata, la residenza dell’Ambasciatore e l’Istituto Italiano di Cultura.

La Cancelleria diplomatica si trova assieme alle rappresentanze di tanti altri paesi nella bella zona residenziale di Hellerup al nord di Copenaghen in una villa costruita nel 1940 ed acquistata nel 1987. La Cancelleria consolare si trova invece nel centro storico della città.


La residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Copenaghen

La Residenza è un edificio settecentesco situato al centro di Copenaghen, nel prestigioso quartiere di Frederiksstaden.
Prospiciente al Palazzo di Amalienborg, dimora invernale della Famiglia Reale danese, ha alle spalle una lunga e interessante storia.
Le sue origini risalgono al 1750, quando Re Federico V cedette al Gentiluomo di Camera Christian Bærentz un terreno per costruirvi la propria dimora, che fu edificata all'angolo tra Amaliegade e Fredericiagade su disegno Nicolai Eigtved, all'epoca massimo architetto danese e autore della contigua Reggia di Amalienborg: questo fu il primo nucleo del palazzo odierno. L'immobile fu successivamente ampliato su Amaliegade a cura d'un altro affermato architetto danese, Laurids de Thurah; e, un secolo più tardi (1852) su Fredericiagade, dove vennero anche collocate le scuderie: così, attraverso numerosi passaggi di proprietà e destinazioni d’uso (residenza nobiliare, casa d'abitazione e sede di salotti letterari, ma anche di esercizi commerciali) e frequenti interventi architettonici - tutti rispettosi dell'armonia complessiva - esso raggiunse le considerevoli dimensioni attuali.

 

Foto dell'Ambasciata 

 

 Foto dell'Ambasciata

 

Nel 1907 furono effettuati ulteriori lavori nell’ala sulla Fredericiagade; dopo di che, nel 1908, l’immobile venne acquistato in blocco dal Emil Glückstadt, succeduto al padre Izak alla guida della Landmandsbanken, il primo  istituto di credito danese, deciso a farne una lussuosa residenza di famiglia.

Nel 1909, l’ambizioso banchiere decise di modificare gli interni dell’ala più antica, realizzando una nuova leggiadra sala da pranzo liberty al secondo piano, disegnata dall’architetto Valdemar Sander; e aggiunse  una balconata al centro della facciata su Amaliegade. Fece inoltre costruire, negli anni della prima guerra mondiale, un'imponente sala da ballo, ricavata nell'ala che a fine Settecento aveva costituito il primo ampliamento su Amaliegade.

Nel 1924, essendo Glückstadt andato in rovina per il fallimento della Landmandsbanken, lo Stato italiano ebbe modo di acquistare il palazzo all'asta.  Dell’arredamento e della preziosa collezione d’arte del banchiere, considerati troppo costosi dall’allora Ministro degli Esteri Mussolini, sono rimaste due tele settecentesche incorniciate sui soffitti di altrettanti saloni: una - Cerere - attribuita a Magnus Berg e l’altra - Il trionfo di Galatea - di Henrik Krock di Flensburg, l’artista più celebrato alla corte di Cristiano VI  e Federico V. Il palazzo fu via via dotato di vari arredi provenienti dall’Italia, tra cui le grandi tele seicentesche di Giuseppe Recco e Gasparo Lopez prestate dal Museo di Capodimonte che adornano una delle sale da pranzo; e altri pezzi di qualità come le sei antiche specchiere veneziane, firmate, collocate nella sala da ballo.

A quel tempo l'acquisizione  di una Residenza così prestigiosa intendeva rispondere alle esigenze dei rinovati rapporti tra Italia e Danimarca e dei frequenti contatti tra le due famiglie reali. Ma lo scoppio del secondo conflitto mondiale e le ristrettezze dell’immediato dopoguerra resero evidenti la sproporzione tra le dimensioni dell'edificio e le effettive possibilità di manutenzione e impiego. Il palazzo (che ospitò per alcuni anni al piano terra anche la cancelleria consolare) subì un periodo di decadenza, fino all'ingresso della Danimarca nella Comunità Economica Europea (1 gennaio 1973). A partire dal 1981 furono avviati diversi interventi di conservazione e restauro - protrattisi, secondo le disponibilità del momento, anche in tempi successivi e fino ad oggi - al fine di preservare quello che può considerarsi uno dei più bei pezzi del nostro patrimonio architettonico demaniale nel Nord dell’Europa .

Tra le personalità danesi che hanno abitato il palazzo si riordano la scrittrice Thomasine Buntzen Gyllembourg (1773-1856) alla quale lo Stato danese ha dedicato una banconota da mille corone, illustrata col suo ritratto realizzato dal pittore Jens Juel e il suo primo marito il letterato Peter Andreas Heiberg, il quale, esiliato in Francia per ragioni politiche, finì per diventare segretario di Talleyrand; e un altro Heiberg, Johan Ludwig, apprezzato autore di commedie e vaudeville.

La storia della Residenza è fedelmente ripercorsa nel bel libro illustrato "L'Ambasciata d´Italia a Copenaghen", curato dagli storici d’arte danesi Chris Fischer e Hanne Raabyemagle.


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